sabato 4 ottobre 2014

Oktoberfest...a Berlino!



Ecco, secondo me, cinque buoni motivi per celebrare l'Oktoberfest a Berlino e quattro indirizzi dove poterlo fare.
Primo, l'originalità, perché solitamente bisogna andare a Monaco per trovare la tipica atmosfera godereccia e spensierata dell'Oktoberfest.
Secondo, poter degustare bevande e piatti tipici della Germania del sud, a buon prezzo, senza fare troppa strada e ascoltando lo Schlager dal vivo.
Che cos'è lo Schlager?Tradotto letteralmente significa "colpo", mentre in campo musicale è una "hit", una "canzonetta" popolare (e del passato) ballabile, nonché il terzo motivo per il quale vi consiglio di andare all'Oktoberfest (a Berlino).
Ma veniamo al quarto buon motivo, e in questo caso mi rivolgo in particolare alle lettrici: poter indossare, almeno per una volta, il classico Dirndl! Sia i Dirndl che i Lederhosen (pantaloni di pelle) sono abiti confortevoli e perfetti per calarsi nella giusta atmosfera.
Vi assicuro che questi abiti tradizionali sono tutt'ora di moda (nei Paesi tedescofoni), tanto che perfino due noti stilisti teutonici quali Karl Lagerfeld e Wolfang Joop (partner creativo per GALERIA Kaufhof), hanno recentemente proposto dei modelli ispirati all'Oktoberfest.
Solitamente sono abiti costosi, ma potete trovarne alcuni in saldo, di seconda mano, o anche a noleggio.
Ecco il quinto ed ultimo motivo (anche se ce ne sarebbero di più), l'Oktoberfest è un'altra occasione per immergersi nella cultura tedesca e per socializzare passando qualche ora in allegria e festeggiarlo a Berlino è come unire idealmente nord e sud, .
Anche se questa ricorrenza è tipica della Germania del sud e quindi, in alcuni casi, "presa in giro" dalla maggior parte dei tedeschi del nord, penso che valga la pena fare questa esperienza almeno una volta, specialmente se si abita a Berlino o se ci si trova qui in visita tra gli ultimi due fine settimana di settembre e i primi tre di Ottobre.
Seguono quattro indirizzi dove viene celebrato l'Oktoberfest a Berlino, il primo ve lo consiglio soprattutto se siete turisti e non parlate tedesco, nel caso penso che vi troverete bene al grande ristorante-birrificio Hofbräu Munchen situato dietro ad Alexanderplatz. Pur essendo un locale pensato principalmente per i turisti, Il rapporto qualità-prezzo è soddisfacente (porzioni abbondanti e buon servizio), piacevole anche l'atmosfera tipica bavarese, ricreata anche grazie all'abbigliamento dei giovani camerieri e all'orchestrina Schlager che fa danzare coppie di tutte le età.
All'interno potete trovare anche un negozio di abiti tradizionali di qualità, occhio ai saldi, veramente convenienti.
Durante lo stesso periodo, nella adiacente Alexanderplatz, l'Oktobefest si può festeggiare direttamente in piazza, girando per stand gastronomici e ascoltando musica.
Il terzo indirizzo è quello dell'area dove ogni anno si svolge il grande fax-simile dell'Oktoberfest Berlinese, ossia il Zentralen Festplatz, allestito nello spazio della fiera in Kurt-Schumacher-Damm vicino all'aeroporto di Tegel, con quest'anno siamo alla 64esima edizione, se vi piace stare in mezzo alla folla, questo è il posto che fa per voi.
Il quarto indirizzo lo consiglio a chi già parla tedesco o comunque ha la possibilità di andarci con persone del luogo, io ci sono stata l'anno scorso per la prima volta e grazie ad un amico che mi ha invitata, posso dirvi che merita una visita.
La location è un Bierzelte (tendone della birra) situato all'interno di un tipico Schloss (castello) tedesco, a Diedersdorf, un paese appena fuori dal Ring d Berlino, i biglietti si possono comprare direttamente in loco e inclusi ci sono dei buoni per mangiare e bere.
Come potete immaginare Il menù tipico dell'Oktoberfest è pensato principalmente per carnivori, ma vi dico che anche i vegetariani possono trovare di che sfamarsi, rimanendo egualmente soddisfatti.
"Ein Prosit, ein Prosit der Gemütlichkeit. Ein Prosit, ein Prosit der Gemütlichkeit.
OANS ZWOA DREI! G’SUFFA!"
Traduzione:
“Alla salute, alla salute, viva l’allegria, alla salute, alla salute, viva l’allegria, uno..due..tre.. tutti ubriachi”.


Prima immagine presa da: http://www.ourberlin.org/





 
"Schloss Diedersdorf"
Il mio Dirndl!

martedì 12 agosto 2014

Buon viaggio Mr. Robin Williams


Un piccolo omaggio ad uno dei miei attori (e comici) preferiti, a cui auguro di trovare la Pace, perché se la merita, fosse anche "solo" per il buon umore che ci ha trasmesso in tutti questi anni. Secondo me la sua missione di vita era far ridere e riflettere le persone.
Auguro Pace anche alla sua famiglia e ai suoi amici.

Robin McLaurin Williams [Chicago, 21 luglio 1951 - Tiburon, 11 agosto 2014].

Per chi non conosce la sua carriera e vuole approfondire, può trovare molte informazioni anche su Wikipedia , nel caso ne consiglio almeno una breve lettura perché quest'uomo appartiene alla "vecchia scuola" da cui provengono tutti i grandi attori.
Un uomo geniale e dotato di talento, oltre che di grande sensibilità e cuore, così lo ricordano le persone che lo hanno conosciuto, o che ne hanno colto l'essenza attraverso le sue numerose interpretazioni. Un uomo con le sue debolezze (come tutti), piccole e grandi debolezze che possono farcelo sentire più vicino, nonostante lui appartenesse ad un ambiente (un mondo) a sé stante come quello del cinema Hollywoodiano, quello stesso ambiente (spesso pericoloso) dal quale, negli ultimi anni, aveva preferito prendere le distanze per dedicarsi al teatro.   


Robin W. in Italia è conosciuto principalmente come attore di pellicole cinematografiche di successo o al massimo anche come interprete dell'alieno Mork nella serie tv cult "Mork & Mindy" (1978-82), in realtà è stato sia attore che grande comico e one-man show: è celebre il suo spettacolo "Live on Broadway".

Lui aveva il dono (ormai raro) dell'improvvisazione, aveva un talento naturale (e straripante) incanalato attraverso lo studio, maturato con la passione e rafforzato attraverso l'esperienza. 
Una menzione speciale va anche ai doppiatori italiani (tra cui Oreste Lionello, Gigi Proietti, Carlo Valli, Luca Ward, etc.) che con le loro bellissime voci ed interpretazioni, hanno contribuito a far entrare Robin Williams nei nostri cuori.

Segue un altro piccolo omaggio a lui e a tutte le persone che lo hanno apprezzato e che molto probabilmente continueranno a farlo.

"...tutta una vita sulla Terra, qui è solo un battito del cuore." 

Al di là dei sogni (What Dreams May Come) -1998-


-Goodbye Mr. Robin Williams-

martedì 3 giugno 2014

A Berlino si balla la Tarantella con i Pizzicati!



“I pizzicati sono morsi dalla tarantola. Provano l’inarrestabile brama di ballare, ballare, ballare, di muoversi al ritmo pulsante dei tamburelli senza mai fermarsi …
Un gruppo di pizzicati c’è anche a Berlino: suonano, cantano e ballano ovunque la musica popolare venga ascoltata e vissuta ben volentieri.”

Se non avete mai visto suonare e ballare danze tradizionali come la Pizzica Pizzica, la Tammuriata e la Tarantella, dovete assolutamente rimediare e se abitate a Berlino potete farlo andando a vedere questo gruppo di giovani musicisti provenienti dal Sud Italia.
Con i Pizzicati è anche possibile imparare a suonare il tamburello, lo strumento musicale principale della tarantella. Dalla Campania alla Sicilia viene suonato in diversi modi. Imparare a suonarlo richiede pazienza, costanza ed esercizio. È uno strumento all’apparenza semplice, ma di grande impatto e importanza, in quanto scandisce il ritmo sul quale danzano i “tarantolati”, che originariamente ballavano come forsennati per espellere il veleno della tarantola da cui erano stati morsi. Eppure queste danze rappresentano molto di più: sono danze folkloristiche di matrice tribale che se suonate e ballate a lungo portano ad uno stato di trance (alterazione delle percezioni).

Questi balli popolari in origine venivano fatti all’aperto, negli stessi campi dove vivevano i Lycosa tarentula (da cui il nome), i famosi ragni velenosi, e dove si accendevano fuochi per celebrare la vita tutti insieme, collegati da un unico flusso di energia e soprattutto collegati all’energia della Terra, il cui ritmo primordiale è ricreato proprio dal suono ipnotico del tamburello che agisce anche sul flusso sanguigno, trasportando chi ascolta in un’altra dimensione, allo stesso tempo lontana e vicina, lontana perché richiama qualcosa di ancestrale e vicina perché aiuta a connettersi con se stessi nel qui ed ora e con chi partecipa alla stessa danza.
Danze come la Tarantella sono semplici perché si possono ballare sia in coppia che in gruppo, una volta imparati i passi base, ma naturalmente risultano leggermente impegnative per via del ritmo frenetico: che si tratti di una coreografia di gruppo o di coppia, alla fine si ritrova il ritmo giusto e ci si lascia trasportare, ricordandosi che lo scopo primario è divertirsi, al di là di ogni tecnicismo.

Veniamo ad alcuni degli strumenti tipici di questa tradizione, Il su citato tamburello (indispensabile), triccheballacche,   l’organetto, le nacchere (ornate di nastrini colorati), il violino, il mandolino, la chitarra e naturalmente la voce, che viene utilizzata similarmente come nel canto armonico (vedi canto sardo), ricreando una sorta di cantilena velocissima composta da parole in dialetto, che unite alla musica contribuiscono a coinvolgere gli ascoltatori, attirandoli in una sorta di vortice sonoro.
Per me è stata la prima esperienza con la Tarantella e devo dire che ne avevo sottovalutato l’impatto, non pensavo che fosse così coinvolgente dal vivo, anche solo vedere e ascoltare questo spettacolo può essere un’esperienza degna di nota e di essere compiuta, soprattutto se si è nati in Italia, Paese ricco di tradizioni fortemente legate al territorio dal quale sono influenzate e viceversa.

Essendo a Berlino ho potuto assistere anche alla reazione dei Berlinesi, che solitamente amano conoscere anche le tradizioni delle altre Nazioni, specialmente quelle culinarie e artistiche. Tra il pubblico del piccolo locale, Café Linus di Neukölln dove si è tenuta la serata, ho notato sia facce divertite che perplesse, in particolare durante i canti in dialetto del sud Italia (che nemmeno io capisco), ma quando il ritmo ha raggiunto il suo apice ho visto, ad esempio, una signora alzarsi battendo le mani per partecipare a suo modo. Lo spazio era ristretto, ma i partecipanti erano molti e di nazionalità mista, uniti dal potere della musica che oltrepassa ogni barriera linguistica e antropologica.


Per maggiori info visitate il sito http://ipizzicati.de/i-pizzicati-italiano