martedì 12 agosto 2014

Buon viaggio Mr. Robin Williams


Un piccolo omaggio ad uno dei miei attori (e comici) preferiti, a cui auguro di trovare la Pace, perché se la merita, fosse anche "solo" per il buon umore che ci ha trasmesso in tutti questi anni. Secondo me la sua missione di vita era far ridere e riflettere le persone.
Auguro Pace anche alla sua famiglia e ai suoi amici.

Robin McLaurin Williams [Chicago, 21 luglio 1951 - Tiburon, 11 agosto 2014].

Per chi non conosce la sua carriera e vuole approfondire, può trovare molte informazioni anche su Wikipedia , nel caso ne consiglio almeno una breve lettura perché quest'uomo appartiene alla "vecchia scuola" da cui provengono tutti i grandi attori.
Un uomo geniale e dotato di talento, oltre che di grande sensibilità e cuore, così lo ricordano le persone che lo hanno conosciuto, o che ne hanno colto l'essenza attraverso le sue numerose interpretazioni. Un uomo con le sue debolezze (come tutti), piccole e grandi debolezze che possono farcelo sentire più vicino, nonostante lui appartenesse ad un ambiente (un mondo) a sé stante come quello del cinema Hollywoodiano, quello stesso ambiente (spesso pericoloso) dal quale, negli ultimi anni, aveva preferito prendere le distanze per dedicarsi al teatro.   


Robin W. in Italia è conosciuto principalmente come attore di pellicole cinematografiche di successo o al massimo anche come interprete dell'alieno Mork nella serie tv cult "Mork & Mindy" (1978-82), in realtà è stato sia attore che grande comico e one-man show: è celebre il suo spettacolo "Live on Broadway".

Lui aveva il dono (ormai raro) dell'improvvisazione, aveva un talento naturale (e straripante) incanalato attraverso lo studio, maturato con la passione e rafforzato attraverso l'esperienza. 
Una menzione speciale va anche ai doppiatori italiani (tra cui Oreste Lionello, Gigi Proietti, Carlo Valli, Luca Ward, etc.) che con le loro bellissime voci ed interpretazioni, hanno contribuito a far entrare Robin Williams nei nostri cuori.

Segue un altro piccolo omaggio a lui e a tutte le persone che lo hanno apprezzato e che molto probabilmente continueranno a farlo.

"...tutta una vita sulla Terra, qui è solo un battito del cuore." 

Al di là dei sogni (What Dreams May Come) -1998-


-Goodbye Mr. Robin Williams-

martedì 3 giugno 2014

A Berlino si balla la Tarantella con i Pizzicati!



“I pizzicati sono morsi dalla tarantola. Provano l’inarrestabile brama di ballare, ballare, ballare, di muoversi al ritmo pulsante dei tamburelli senza mai fermarsi …
Un gruppo di pizzicati c’è anche a Berlino: suonano, cantano e ballano ovunque la musica popolare venga ascoltata e vissuta ben volentieri.”

Se non avete mai visto suonare e ballare danze tradizionali come la Pizzica Pizzica, la Tammuriata e la Tarantella, dovete assolutamente rimediare e se abitate a Berlino potete farlo andando a vedere questo gruppo di giovani musicisti provenienti dal Sud Italia.
Con i Pizzicati è anche possibile imparare a suonare il tamburello, lo strumento musicale principale della tarantella. Dalla Campania alla Sicilia viene suonato in diversi modi. Imparare a suonarlo richiede pazienza, costanza ed esercizio. È uno strumento all’apparenza semplice, ma di grande impatto e importanza, in quanto scandisce il ritmo sul quale danzano i “tarantolati”, che originariamente ballavano come forsennati per espellere il veleno della tarantola da cui erano stati morsi. Eppure queste danze rappresentano molto di più: sono danze folkloristiche di matrice tribale che se suonate e ballate a lungo portano ad uno stato di trance (alterazione delle percezioni).

Questi balli popolari in origine venivano fatti all’aperto, negli stessi campi dove vivevano i Lycosa tarentula (da cui il nome), i famosi ragni velenosi, e dove si accendevano fuochi per celebrare la vita tutti insieme, collegati da un unico flusso di energia e soprattutto collegati all’energia della Terra, il cui ritmo primordiale è ricreato proprio dal suono ipnotico del tamburello che agisce anche sul flusso sanguigno, trasportando chi ascolta in un’altra dimensione, allo stesso tempo lontana e vicina, lontana perché richiama qualcosa di ancestrale e vicina perché aiuta a connettersi con se stessi nel qui ed ora e con chi partecipa alla stessa danza.
Danze come la Tarantella sono semplici perché si possono ballare sia in coppia che in gruppo, una volta imparati i passi base, ma naturalmente risultano leggermente impegnative per via del ritmo frenetico: che si tratti di una coreografia di gruppo o di coppia, alla fine si ritrova il ritmo giusto e ci si lascia trasportare, ricordandosi che lo scopo primario è divertirsi, al di là di ogni tecnicismo.

Veniamo ad alcuni degli strumenti tipici di questa tradizione, Il su citato tamburello (indispensabile), triccheballacche,   l’organetto, le nacchere (ornate di nastrini colorati), il violino, il mandolino, la chitarra e naturalmente la voce, che viene utilizzata similarmente come nel canto armonico (vedi canto sardo), ricreando una sorta di cantilena velocissima composta da parole in dialetto, che unite alla musica contribuiscono a coinvolgere gli ascoltatori, attirandoli in una sorta di vortice sonoro.
Per me è stata la prima esperienza con la Tarantella e devo dire che ne avevo sottovalutato l’impatto, non pensavo che fosse così coinvolgente dal vivo, anche solo vedere e ascoltare questo spettacolo può essere un’esperienza degna di nota e di essere compiuta, soprattutto se si è nati in Italia, Paese ricco di tradizioni fortemente legate al territorio dal quale sono influenzate e viceversa.

Essendo a Berlino ho potuto assistere anche alla reazione dei Berlinesi, che solitamente amano conoscere anche le tradizioni delle altre Nazioni, specialmente quelle culinarie e artistiche. Tra il pubblico del piccolo locale, Café Linus di Neukölln dove si è tenuta la serata, ho notato sia facce divertite che perplesse, in particolare durante i canti in dialetto del sud Italia (che nemmeno io capisco), ma quando il ritmo ha raggiunto il suo apice ho visto, ad esempio, una signora alzarsi battendo le mani per partecipare a suo modo. Lo spazio era ristretto, ma i partecipanti erano molti e di nazionalità mista, uniti dal potere della musica che oltrepassa ogni barriera linguistica e antropologica.


Per maggiori info visitate il sito http://ipizzicati.de/i-pizzicati-italiano


domenica 9 marzo 2014

Entusiasmologia




Un video che risale al 2010, ma che è ancora attuale, specialmente in tempi come questi, dove la parola "Crisi" è usata ed abusata troppo spesso.

Fabio Marchesi, ripreso dalle telecamere di NonSoloAnima.TV, ci rammenta il significato etimologico della  parola Entusiasmo, esortandoci ad uscire da quel "lago melmoso" fatto di lamento e pessimismo nel quale troppi di noi spesso  giacciono, a volte anche solo per brevi periodi.

Essere ottimisti concreti, come spiega Fabio M., all'inizio richiede un certo sforzo, perché l'ottimismo è una condizione meno comoda rispetto al rimanere nel lamento e nel pessimismo, di cui soffrono molti italiani (in particolare). 

Come gli antichi "maghi" della storia, siamo chiamati a trasformare il nostro pensiero attraverso una sorta di processo alchemico, attivato da semplici parole "magiche" quali Grazie, in quanto la Gratitudine predispone ad uno stato d'animo fiducioso e ricettivo, aiutandoci così ad attirare eventi lieti ed inaspettati,  conducendoci finalmente al di fuori di quella gabbia immaginaria così abilmente auto-costruita.
Colmando il nostro essere con la Gratitudine per il qui ed ora, sottraiamo spazio alla paura, quella bestia immaginaria che presto o tardi va affrontata e poi lasciata andare. 
-Grazie-   

www.fabiomarchesi.com

www.nonsoloanima.tv