martedì 3 giugno 2014

A Berlino si balla la Tarantella con i Pizzicati!



“I pizzicati sono morsi dalla tarantola. Provano l’inarrestabile brama di ballare, ballare, ballare, di muoversi al ritmo pulsante dei tamburelli senza mai fermarsi …
Un gruppo di pizzicati c’è anche a Berlino: suonano, cantano e ballano ovunque la musica popolare venga ascoltata e vissuta ben volentieri.”

Se non avete mai visto suonare e ballare danze tradizionali come la Pizzica Pizzica, la Tammuriata e la Tarantella, dovete assolutamente rimediare e se abitate a Berlino potete farlo andando a vedere questo gruppo di giovani musicisti provenienti dal Sud Italia.
Con i Pizzicati è anche possibile imparare a suonare il tamburello, lo strumento musicale principale della tarantella. Dalla Campania alla Sicilia viene suonato in diversi modi. Imparare a suonarlo richiede pazienza, costanza ed esercizio. È uno strumento all’apparenza semplice, ma di grande impatto e importanza, in quanto scandisce il ritmo sul quale danzano i “tarantolati”, che originariamente ballavano come forsennati per espellere il veleno della tarantola da cui erano stati morsi. Eppure queste danze rappresentano molto di più: sono danze folkloristiche di matrice tribale che se suonate e ballate a lungo portano ad uno stato di trance (alterazione delle percezioni).

Questi balli popolari in origine venivano fatti all’aperto, negli stessi campi dove vivevano i Lycosa tarentula (da cui il nome), i famosi ragni velenosi, e dove si accendevano fuochi per celebrare la vita tutti insieme, collegati da un unico flusso di energia e soprattutto collegati all’energia della Terra, il cui ritmo primordiale è ricreato proprio dal suono ipnotico del tamburello che agisce anche sul flusso sanguigno, trasportando chi ascolta in un’altra dimensione, allo stesso tempo lontana e vicina, lontana perché richiama qualcosa di ancestrale e vicina perché aiuta a connettersi con se stessi nel qui ed ora e con chi partecipa alla stessa danza.
Danze come la Tarantella sono semplici perché si possono ballare sia in coppia che in gruppo, una volta imparati i passi base, ma naturalmente risultano leggermente impegnative per via del ritmo frenetico: che si tratti di una coreografia di gruppo o di coppia, alla fine si ritrova il ritmo giusto e ci si lascia trasportare, ricordandosi che lo scopo primario è divertirsi, al di là di ogni tecnicismo.

Veniamo ad alcuni degli strumenti tipici di questa tradizione, Il su citato tamburello (indispensabile), triccheballacche,   l’organetto, le nacchere (ornate di nastrini colorati), il violino, il mandolino, la chitarra e naturalmente la voce, che viene utilizzata similarmente come nel canto armonico (vedi canto sardo), ricreando una sorta di cantilena velocissima composta da parole in dialetto, che unite alla musica contribuiscono a coinvolgere gli ascoltatori, attirandoli in una sorta di vortice sonoro.
Per me è stata la prima esperienza con la Tarantella e devo dire che ne avevo sottovalutato l’impatto, non pensavo che fosse così coinvolgente dal vivo, anche solo vedere e ascoltare questo spettacolo può essere un’esperienza degna di nota e di essere compiuta, soprattutto se si è nati in Italia, Paese ricco di tradizioni fortemente legate al territorio dal quale sono influenzate e viceversa.

Essendo a Berlino ho potuto assistere anche alla reazione dei Berlinesi, che solitamente amano conoscere anche le tradizioni delle altre Nazioni, specialmente quelle culinarie e artistiche. Tra il pubblico del piccolo locale, Café Linus di Neukölln dove si è tenuta la serata, ho notato sia facce divertite che perplesse, in particolare durante i canti in dialetto del sud Italia (che nemmeno io capisco), ma quando il ritmo ha raggiunto il suo apice ho visto, ad esempio, una signora alzarsi battendo le mani per partecipare a suo modo. Lo spazio era ristretto, ma i partecipanti erano molti e di nazionalità mista, uniti dal potere della musica che oltrepassa ogni barriera linguistica e antropologica.


Per maggiori info visitate il sito http://ipizzicati.de/i-pizzicati-italiano


domenica 9 marzo 2014

Entusiasmologia




Un video che risale al 2010, ma che è ancora attuale, specialmente in tempi come questi, dove la parola "Crisi" è usata ed abusata troppo spesso.

Fabio Marchesi, ripreso dalle telecamere di NonSoloAnima.TV, ci rammenta il significato etimologico della  parola Entusiasmo, esortandoci ad uscire da quel "lago melmoso" fatto di lamento e pessimismo nel quale troppi di noi spesso  giacciono, a volte anche solo per brevi periodi.

Essere ottimisti concreti, come spiega Fabio M., all'inizio richiede un certo sforzo, perché l'ottimismo è una condizione meno comoda rispetto al rimanere nel lamento e nel pessimismo, di cui soffrono molti italiani (in particolare). 

Come gli antichi "maghi" della storia, siamo chiamati a trasformare il nostro pensiero attraverso una sorta di processo alchemico, attivato da semplici parole "magiche" quali Grazie, in quanto la Gratitudine predispone ad uno stato d'animo fiducioso e ricettivo, aiutandoci così ad attirare eventi lieti ed inaspettati,  conducendoci finalmente al di fuori di quella gabbia immaginaria così abilmente auto-costruita.
Colmando il nostro essere con la Gratitudine per il qui ed ora, sottraiamo spazio alla paura, quella bestia immaginaria che presto o tardi va affrontata e poi lasciata andare. 
-Grazie-   

www.fabiomarchesi.com

www.nonsoloanima.tv




lunedì 3 marzo 2014

Alla batteria c'è: Marco Rivagli!


C'è chi dice che i batteristi siano i migliori, quelli che "spaccano" veramente (i più fighi), anche se solitamente sul palco e dalla stampa vengono posizionati in secondo piano, per non dire terzo.
Se il cantante è "la faccia" della band, ogni batterista che si rispetti è il cuore, colui che da il ritmo e che quindi dirige, insomma, è il vero boss della band.
Entriamo nel dettaglio, desidero parlarvi del batterista Marco Rivagli, nessuna intervista (per ora), solo qualche impressione e un po di pubblicità (mai abbastanza).

Marco, giovane (classe 87) torinese doc, cittadino del mondo per lavoro e per passione, conosciuto su Facebook, quando entrambi cercavamo casa a Berlino: difficile non notarlo, facile prenderlo in simpatia.
A prima vista sembra il classico "mangia spaghetti", il solito maschio latino un po "piacione", mentre conoscendolo meglio si scopre che...effettivamente cucina e mangia tanta pasta e che piace molto alle donne.
Tranquilli, questo ragazzo non è uno stereotipo ambulante, anzi, è piuttosto originale e possiede un notevole background musicale, in parte ereditato dalla famiglia (padre, sorella e zio musicisti) e in parte creato nel tempo, esperienza dopo esperienza.
Si può dire che la svolta per Marco sia arrivata nel 2013, quando è stato ingaggiato dalla Vodafone, per far parte de "The Penguins", la band che accompagna il pinguino Pino durante i noti spot-tormentone. Questa maggiore visibilità lo ha aiutato a procurarsi anche ingaggi all'estero, il motivo per il quale si è trasferito nella capitale tedesca, dove tra un concerto e l'altro da lezioni di batteria.

Recentemente ho avuto il piacere di vederlo e sentirlo suonare live, presso un locale di Berlino, il Wild at Heart (piuttosto alternativo), durante il concerto di una glam rock band con la quale collabora, i PLeaSureDome.

Questa band internazionale (Manchester, Stockholm, Toronto, Torino, Berlin)
è stata fondata nel 2002 da Mark Standley, esperto chitarrista proveniente dalla storica punk-rock band degli Sigue Sigue Sputnik, nella quale suona ancora, insieme alla bassista (e vocalist) dei PLeaSureDome, la biondissima Lena Lonely.

Se volete maggiori info su Marco e i suoi progetti musicali, potete visitare la sua pagina facebook e il il suo canale Youtube.